Acquedolci: acqua scura e odore di fogna, servono controlli urgenti

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Acqua marrone e torbida, schiuma anomala, materiale galleggiante e un forte odore riconducibile alle fognature. È quanto documentato nel pomeriggio di lunedì 31 agosto nel tratto di mare dei cosiddetti “scogli”, più precisamente “ai quinti”, uno dei punti più conosciuti e frequentati del litorale di Acquedolci.

Le immagini scattate dalla battigia mostrano una vasta chiazza scura spinta dalle onde verso la spiaggia, in netto contrasto con il colore del mare più al largo. Una situazione che richiede chiarimenti immediati e, soprattutto, controlli ufficiali sulla qualità dell’acqua. acquedolci-fogna-a-mare-2

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Acqua torbida, schiuma e materiale galleggiante

Secondo la testimonianza raccolta sul posto, il fenomeno non riguardava soltanto il colore dell’acqua. Lungo la battigia erano presenti schiuma e diverso materiale galleggiante, mentre nell’aria si avvertiva un intenso cattivo odore, descritto come simile a quello prodotto dalle fognature.

La chiazza appariva estesa e ben visibile anche a occhio nudo. Le fotografie mostrano onde di colore marrone-grigiastro raggiungere la spiaggia e mescolarsi progressivamente con l’acqua apparentemente più limpida presente a maggiore distanza dalla costa.

Le immagini, da sole, non consentono di stabilire scientificamente la natura del fenomeno. Per affermare con certezza che si sia verificato uno sversamento di reflui servono campionamenti e analisi microbiologiche, in particolare sui livelli di Escherichia coli ed enterococchi intestinali. L’odore segnalato, la schiuma, il materiale galleggiante e l’aspetto dell’acqua rendono tuttavia necessario un intervento tempestivo degli enti competenti.

Occorre chiarire se il Comune, l’ASP di Messina, l’ARPA Sicilia o la Capitaneria di Porto abbiano ricevuto segnalazioni, effettuato sopralluoghi o disposto prelievi nella zona. Fino alla pubblicazione di risultati ufficiali sarebbe prudente evitare il contatto con l’acqua interessata dal fenomeno.

I precedenti sul litorale di Acquedolci

Quella della qualità delle acque non è una preoccupazione nuova per Acquedolci. Nel giugno 2025 il Comune aveva disposto un divieto temporaneo di balneazione nel tratto antistante Marina Buffone per consentire urgenti operazioni di pulitura, stasamento e spurgo della condotta fognaria.

Poche settimane dopo, un altro provvedimento aveva interessato la zona compresa tra la stazione ferroviaria e cento metri nelle due direzioni, in seguito a una segnalazione del Laboratorio di sanità pubblica dell’ASP di Messina. La vicenda era arrivata anche in Consiglio comunale attraverso un’interrogazione con la quale si chiedevano chiarimenti sulla manutenzione della rete e sulle condizioni del mare.

Sul territorio pesa inoltre la lunga e complessa storia dell’adeguamento del depuratore consortile al servizio di Sant’Agata di Militello e Acquedolci. I lavori, consegnati nel luglio 2020, si erano fermati nel maggio 2021 dopo il rinvenimento nel sottosuolo di materiali di origine antropica. Nel settembre 2024 il Commissario unico per la depurazione aveva annunciato una nuova gara per rimuovere e smaltire oltre duemila metri cubi di materiale, passaggio necessario per superare lo stallo.

Servono analisi, risposte e informazioni pubbliche

Il litorale di Acquedolci si estende per oltre quattro chilometri tra i torrenti Furiano e Inganno e rappresenta una risorsa ambientale, sociale ed economica fondamentale. Proprio per questo, episodi come quello documentato ai Quinti scogli non possono essere liquidati come una semplice variazione del colore del mare.

La torbidità potrebbe avere cause differenti, comprese correnti, apporti di terra o fenomeni naturali. Ma la contemporanea presenza di cattivo odore, schiuma e materiale galleggiante impone verifiche puntuali. Soltanto le analisi possono accertare l’eventuale contaminazione fecale e stabilire se sussistano rischi per la salute dei bagnanti.

Alle autorità locali si chiede quindi di comunicare se siano stati eseguiti campionamenti il 31 agosto o nelle ore successive, quale fosse lo stato degli impianti fognari e di sollevamento e se siano state riscontrate anomalie, guasti o scarichi. Gli eventuali risultati dovranno essere pubblicati rapidamente e in modo accessibile.

Difendere il mare di Acquedolci non significa alimentare allarmismi, ma pretendere controlli, trasparenza e interventi. Davanti a un’acqua ridotta in queste condizioni, il silenzio non può essere considerato una risposta.