Pongo, il caprone di Stromboli affidato al pescatore che lo ha salvato

Salvatore Natoli 2 minuti di lettura
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Un caso unico di “adozione istituzionale” ha avuto luogo a Stromboli, dove il caprone Pongo è stato formalmente affidato al pescatore Giacomino Utano, che lo ha salvato. Questo atto amministrativo, raro nel suo genere, segna un’eccezione rispetto alla prassi comune, che prevede il trasferimento degli animali recuperati a strutture dedicate.

Un legame affettivo riconosciuto

Il Sindaco Gullo ha giustificato l’affidamento citando il “solido legame affettivo” tra Pongo e la famiglia Utano. È insolito che un documento ufficiale utilizzi argomentazioni emotive per supportare decisioni relative agli animali, evidenziando l’importanza di questo legame nella comunità.

Intervento chirurgico e classificazione speciale

Pongo, che presenta entrambe le zampe posteriori fratturate, ha subito un intervento chirurgico complesso. La sua situazione, che avrebbe potuto avere esiti tragici per un animale selvatico, è stata affrontata grazie anche al supporto economico del Comune, in un chiaro esempio di collaborazione tra cittadini e istituzioni. Inoltre, Pongo è stato classificato come “animale d’affezione”, il che implica il divieto permanente della macellazione e della riproduzione a fini commerciali, rendendolo un animale da compagnia.

Un salvataggio di comunità

Il ritrovamento di Pongo risale a dicembre 2025, quando aveva solo otto mesi. La sua storia si arricchisce del fatto che il recupero sia stato effettuato non solo da Giacomino Utano, ma anche da sua figlia e dalla nipote, trasformando l’episodio in una narrazione di comunità e cura intergenerazionale.