Sindaci delle isole siciliane contro gli aumenti dei traghetti

Salvatore Natoli 2 minuti di lettura

I sindaci delle isole minori siciliane si sono riuniti a Pantelleria per esprimere il loro dissenso riguardo agli aumenti tariffari sui collegamenti marittimi, entrati in vigore il 10 settembre 2026. Al termine dell’incontro, è stata inviata una lettera al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e ad altre autorità regionali e nazionali, esprimendo preoccupazione e condanna per i rincari.

Le ragioni del malcontento

Il documento sottolinea come gli aumenti rappresentino un aggravamento delle già difficili condizioni di vita delle comunità insulari, caratterizzate da trasporti inadeguati e costi elevati. I sindaci avvertono che tali misure potrebbero portare a una desertificazione sociale ed economica delle loro isole. Per le comunità, i mezzi di trasporto marittimo e aereo sono essenziali per l’accesso ai servizi fondamentali come salute, lavoro e studio.

Richieste chiare e urgenti

Il documento firmato dai sindaci richiede la revoca immediata degli aumenti tariffari, la creazione di un Tavolo di concertazione permanente tra Ministero, Regione e Sindaci e la progettazione di future gare di servizio in base alle reali necessità delle isole. Il testo evidenzia la richiesta di maggiore dignità e coinvolgimento delle isole nella definizione delle politiche future.

La lettera è stata firmata da Domenico Arabia (Santa Maria Salina), Fabrizio D’Ancona (Pantelleria), Ireneo Giardinello (Leni), Riccardo Gullo (Lipari), Filippo Mannino (Lampedusa e Linosa), Salvatore Militello (Ustica), Giuseppe Pagoto (Favignana – Isole Egadi) e Giuseppe Siracusano (Malfa), rappresentanti uniti delle isole minori siciliane.